Matera vs Matera. La sfida di Auteri per la promozione in Serie B

Partite dominate e punti sfumati. Spettacolari vittorie e poi preoccupanti battute di arresto. Il Matera è campione di inverno, ma per gran parte del girone di andata i tifosi sono rimasti nel dubbio: forti, ma forse non abbastanza. Una preoccupazione che era diventata una certezza quando il Matera aveva incassato 2 punti in tre giornate (Messina, Fondi, Andria), senza riuscire a segnare. «Cresceremo, vedrete», Gaetano Auteri non si è mai stancato di ripeterlo in conferenza stampa, anche dopo le vittorie. Perché don Gaetano al termine della gara pesa tutto: i gol fatti quasi si annullano con i gol sbagliati, le occasioni lasciate agli avversari valgono quasi quanto i gol subiti.

Poi è arrivata la sfida contro il Lecce e improvvisamente tutto è diventato chiaro. Tutto. Ciascun giocatore sembra essere attaccante e difensore allo stesso tempo. Così la squadra avversaria impazzisce. Pasquale Padalino deve aver pensato di essere finito in un incubo. Aveva già perso 2-1 in Coppa Italia, ma aveva schierato il Lecce baby. Era contento, perché aveva ben figurato. Era chiamato a riscattarsi e a dimostrare che il Lecce titolare era superiore al Matera. Ne ha presi 3 e gli è andata pure bene. Ora Matera e Lecce sono insieme, in testa alla classifica. Campioni di inverno, ma il Lecce sa che al suo fianco c’è quel Matera che dovrà affrontare al XXI Settembre, in una partita da tutto esaurito.

«Sono curioso di affrontarli». Auteri ha ripetuto questa frase ogni volta che il calendario prevedeva lo scontro diretto con una delle favorite alla vittoria finale. Non ha mai digerito quel sentimento di sudditanza verso le squadre più blasonate. Troppo orgoglioso del suo lavoro e della qualità dei suoi ragazzi. Il messaggio è sempre stato chiarissimo: “Ci sono squadre più forti? Devono dimostrarmelo”. Lo aveva detto contro il Foggia quando la squadra di Stroppa sembrava essere nelle condizioni di fare già suo il campionato. È finita 1-1, costringendo l’ex giocatore del Milan ad ammettere di aver fatto una brutta figura. Poi è arrivata la Juve Stabia e a fermare il Matera ci ha pensato prima la nebbia e poi uno scellerato recupero di campionato. Infine il Lecce. Tutte le squadre che guardavano il Matera dall’alto sono state costrette a farle spazio.

«Ci girano le palle, ma le faremo girare nel verso giusto». Un linguaggio colorito, ma efficace. Auteri ha affrontato tutte le difficoltà del girone con la grinta necessaria, nella piena consapevolezza che chiunque avesse provato a fuggire sarebbe stato ripreso, in un campionato che ha paragonato al Tour de France. «I punti che abbiamo perso non ritornano più. Dobbiamo recuperarli altrove, c’è tempo». Lo aveva promesso don Gaetano e lo ha fatto. Il Matera è campione di inverno esprimendo il miglior gioco del girone e forse dell’intera Lega Pro. «Nemmeno in Serie A ci sono squadre che attaccano con sette giocatori», aveva detto Sandro Pochesci, che con il Fondi era riuscito nell’impresa di fermare in casa il Bue. Una bella responsabilità perché se si è grandi contro le grandi allora al Matera non resta che una strada: fare suo il campionato. Il 6-0 con cui il Matera ha spazzato il Melfi e si è preso con i denti la testa della classifica è una prova di forza, senza appello. Tutto ormai è nelle mani della squadra. Per il Bue il Saverio Columellagirone di ritorno sarà simile a una gara di equitazione: conterà solo quanto alto saprà saltare e quanto veloce saprà correre.

Il presidente gode. Ma prima dovrà esaudire le ultime richieste. Il mercato di inverno potrebbe cambiare le carte in tavola e Columella non farà mancare l’ultimo sforzo richiesto. Non serve un rinforzo tecnico, perché tanti gol visti sono degni della Serie A. Serve un rinforzo atletico, che consenta più turnover, più tempo per consentire ai giocatori di recuperare ed essere “martellanti”, come Auteri ama dire. Il mister vuole una squadra che giochi coralmente. Dopo il 4-0 con il Catanzaro, non aveva lasciato spazi agli entusiasmi: «Il gol che mi è piaciuto di più? Nessuno, perché sembrava che tutti volessero segnare». Auteri non sopporta la mancanza di lettura tattica. Un giocatore deve sapere quale è la situazione migliore per portare la squadra al gol. Un Antonio Giuseppe Caiazzotiro sbagliato da chi aveva il dovere di passare la palla lo fa imbestialire, anche se al termine dei 90 minuti si incassano i 3 punti. Segna il Matera, non il singolo giocatore. Questo messaggio sembra ormai assimilato dalla squadra. Lo si capisce dalle ultime prestazioni di Mirko Carretta, su cui Auteri ha lavorato tantissimo. «Gli dica che deve passare la palla», il mister aveva scherzosamente coinvolto l’arcivescovo di Matera Antonio Giuseppe Caiazzo nella missione di convincere Carretta a cambiare atteggiamento durante la gara. “È vero che non passi la palla?”, lo aveva rimproverato Caiazzo, in un siparietto che aveva divertito tutta la squadra.  Qui il senso più profondo del lavoro di don Gaetano: giocare a calcio significa giocare da squadra. Ora è tutto chiaro. Il Matera campione di inverno per il girone di ritorno ha un solo avversario: il Matera.

 

Alessandro Giuseppe Porcari

@paceinterra_it

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