Patto Renzi-Pittella, Matera dice addio alla ferrovia

Un clamoroso bluff. L’osannato Patto per la Basilicata, firmato a Matera lo scorso 2 maggio, non prevede nessuna soluzione per far uscire dall’isolamento Matera attraverso i trasporti ferroviari. L’unica certezza è che la città dei Sassi affronterà il 2019 con una serie di pezze per cui non serviva nemmeno un mediatico accordo tra Potenza e Palazzo Chigi.

La ferrovia a Matera? Alla Basilicata non interessa. Il Patto Renzi-Pittella mette un masso sulla questione e chiude la pratica con elegante menefreghismo. Leggendo il documento ci sono solo 3 voci che riguardano le infrastrutture ferroviarie ma, incredibilmente, nessuna porta direttamente a Matera. Lo avevamo già scritto. La battuta di Renzi sulla ferrovia Matera-Bari aveva smascherato le reali intenzioni del premier. La ferrovia di Matera è quella che da decenni arriva da Bari, ossia i treni delle Ferrovie Appulo-Lucane (Fal) che impiegano 1 ora e mezza per fare 70 chilometri. Questa volta si entra nel ridicolo: la tratta da ammodernare, che rallenta il trenino lumaca Fal, è la Altamura-Bari, in Puglia, che copre la quasi totalità del percorso Matera-Bari. Siamo dunque certi che il presunto impegno finanziario del Patto per la Basilicata non riguarda quella tratta, perché territorialmente non di competenza della Regione Basilicata. Nel testo del patto Renzi-Pittella si parla di 60milioni di euro da stanziare per la tratta Potenza-Bari-Matera. L’intervento servirà dunque a collegare meglio Potenza con Bari con una previsione di spesa di 60milioni di euro, di cui nessuno già assegnato.

Il Patto prevede ancora l’ammodernamento della tratta ferroviaria nazionale Potenza-Battipaglia (30 milioni, ancora da assegnare) e infine una variante di tracciato sulla Potenza-Foggia per collegare meglio la Fiat di Melfi (60 milioni di euro, ancora da assegnare). In totale per le ferrovie, il patto Renzi-Pittella prevede 150milioni di euro, di cui nessuno per Matera che è l’unico capoluogo di provincia in Italia a non aver un collegamento ferroviario Trenitalia. Per completare il tratto ferroviario Matera-Ferrandina servirebbero 50 milioni in più (200 milioni di euro in totale), ma la scelta politica è affossare il progetto perché la gestione di un treno a Matera sarebbe insostenibile.

Come se non bastasse, nessun riferimento per la tratta ferroviaria Potenza-Taranto dove c’è la stazione di Ferrandina-Pomarico-Miglionico che distando 36 chilometri da Matera, per alcuni (sindaco Raffaello De Ruggieri compreso) dovrebbe diventare ufficialmente la stazione ferroviaria del capoluogo (basterà cambiare il nome in Ferrandina-Pomarico-Miglionico-Matera). Per i tre interventi ferroviari il Patto prevede di completare la progettazione e affidare i lavori nel 2017. I cantieri dovrebbe quindi aprire nel 2018. Non solo gli interventi non risolvono l’isolamento di Matera ma arrivano in ritardo, dopo che il governo Renzi per tutto il 2015 ha francamente dormito.

Il piano sviluppo strade. Incassato il colpo della ferrovia, la strada Matera-Ferrandina è necessaria per rendere più rapido il collegamento con lo scalo ferroviario della stazione Trenitalia più vicina (36 chilometri). L’accordo stima un costo di 337,24 milioni di euro, di cui solo 2,5 già stanziati dal Fondo per lo sviluppo e la coesione 2007/2013. Per capire quanto sia vecchio questo stanziamento (lo 0,7% dell’ammontare necessario), basta ricordare che nel 2010 Matteo Renzi inaugurava la prima Leopolda per scalare il Partito Democratico, per poi assicurarsi Palazzo Chigi con un patto con Silvio Berlusconi. Renzi fa sua la vecchia proposta e speriamo che questa sia la volta buona per i cantieri che dovrebbero partire nel 2018. Per Matera, il Patto Renzi-Pittella prevede anche la Matera-Gioia del Colle (in Puglia) per collegare la città dei Sassi con il tratto autostradale Taranto-Bari. 130 milioni di euro la stima dei costi, di cui 1 milione già assegnati dal vecchio Fondo per lo sviluppo e la coesione 2007/2013. Anche per le strade, l’obiettivo per il 2017 è completare progettazione e affidare i lavori. Sempre che Renzi superi lo scoglio del referendum costituzionale a fine 2016.

I trasporti nel 2019. È evidente che Matera non avrà infrastrutture nel 2019. Renzi ha ignorato il problema per tutto il 2015 e l’accordo con la Regione Basilicata arriva in ritardo per la capitale europea della cultura, ma puntualissimo per le prossime elezioni regionali del 2018 (anno in cui dovranno avviarsi gran parte dei cantieri del Patto per la Basilicata). Il piano trasporti per il 2019 a questo punto sembra chiaro. Trenitalia aumenterà i treni sulla tratta Roma-Potenza-Taranto con navette per Matera da Potenza e da Ferrandina. Le Fal aumenteranno le corse con la possibilità di treni diretti Matera-Bari con l’obiettivo di percorrere 70 chilometri in un’ora. Infine saranno determinanti i collegamenti tra Matera e l’aeroporto di Bari oggi ridotti a 5 al giorno. Vuol dire che con un volo alle 11, bisognerebbe partire da Matera alle 5 di mattina e aspettare in aeroporto 5 ore. Con un atterraggio a Bari alle 21.30, occorre aspettare l’ultima navetta notturna (00.30) per arrivare a Matera all’1.30. Il Patto Renzi-Pittella su questo non ha nulla da dire.

 

Alessandro Giuseppe Porcari

@paceinterra_it

 

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